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Differenza tra prosecco Dry, Extra-dry e Brut

Mai stato confuso sulla dicitura Dry, Extra-dry e Brut nelle etichette di un Prosecco?

Sicuramente non sei il solo.

Ecco come funziona:

Prima ancora di addentrarci nelle differenze tra vini brut ed extra dry, diamo un’occhiata a cosa significa, prima di tutto, chiamare un vino secco.

Quanto è secco un vino ce lo dice il livello degli zuccheri, o più specificamente, gli zuccheri residui presenti in esso.

In origine l’uva ha livelli zuccherini abbastanza alti, molti dei quali si riducono durante il processo di fermentazione.

Un vino secco è quello che ha meno zuccheri residui e di conseguenza non è particolarmente dolce quando lo si beve.

Cosa influenza il livello di zuccheri nel vino e cosa lo rende secco?

Durante il processo di fermentazione, il lievito consuma gran parte degli zuccheri. La quantità di zuccheri rimanenti nel vino dipende in una certa misura dall’interruzione del processo di fermentazione. Quanto prima si interrompe il processo di fermentazione, tanto più dolce è il vino e viceversa.

Potresti essere sorpreso di scoprire che il Prosecco è disponibile in 6 diversi livelli di dolcezza, dalla classificazione abbastanza nuova (per Prosecco) di Brut Nature, il più secco, allo stile Demi-Sec più dolce. L’International Sparking Wine Scale è applicabile alla maggior parte dei vini spumanti tra cui Champagne, Cava e English Sparkling Wine.

Tuttavia, non tutti gli spumanti sono presenti in tutte le classificazioni, ciò dipende principalmente dall’esistenza di regole che disciplinano la categoria, dall’enologo o dall’idoneità dell’uva.

La classificazione di dolcezza

Questi livelli sono fissati dall’organismo internazionale del vino OIV e, nell’Unione Europea, i livelli di zucchero residuo sono regolati dalla Commissione Europea. Quindi “Extra-Sec” e “Sec” su Champagne e Crémant hanno il significato equivalente di Extra Dry e Dry per il Prosecco, ad esempio.

L’OIV inoltre consente una “tolleranza” di 3 g per litro sulle categorie, per cui potrebbero di fatto esserci sovrapposizioni tra 2 categorie contigue.

La cosa che crea ulteriore disorientamento è per esempio il fatto che “Dry” in inglese significa secco, ma in realtà soprattutto nel caso del Prosecco la sensazione al palato è di un vino abbastanza dolce. Il motivo è che la classificazione è stata “cucita” addosso agli Champagne, che per loro natura hanno una spiccata acidità. Questa acidità influenza la sensazione gustativa, facendo percepire un vino molto più secco di quanto non sia in realtà.

A parità di residuo zuccherino quindi, uno Champagne sembra secco, mentre un Prosecco sembra dolce.

Ad ogni modo, sentirsi confuso dalle tante classificazioni è normale, tuttavia speriamo che la nostra guida possa aver fatto un minimo di chiarezza per poterti aiutare nella scelta del tuo prossimo prosecco.

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